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Il centrodestra dà i numeri al Colle: Conte non regge

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani al Quirinale

Questo Parlamento non è più in grado di lavorare, la maggioranza sarà pure tale numericamente ma è “inconsistente”. Con questa metafora contenuta in una nota – rigorosamente congiunta – i leader del centrodestra svelano le carte: meglio le elezioni dell’immobilismo. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani salgono al Colle alle 17 per incontrare il presidente della Repubblica e dire la loro su una situazione che è ormai diventata “insostenibile”. Quasi un’ora e mezzo di colloquio nello studio privato del Presidente della Repubblica svolta in un clima di “grande serenità e collaborazione” nel corso del quale i tre esponenti dell’opposizione hanno rappresentato la realtà di un Parlamento che ormai, numeri alla mano, è destinato alla paralisi: “Si capirà già mercoledì in occasione della relazione sulla giustizia di Alfonso Bonafede”. I tre leader avrebbero assicurato che anche l’Udc non passerà dal centrodestra nell’orbita della maggioranza.

Le Commissioni bloccate

Ma l’operatività di almeno tre commissioni parlamentari a palazzo Madama è fortemente compromessa. Il comunicato congiunto dei tre leader è molto istituzionale: “Mentre emergenza sanitaria ed economica si abbattono su famiglie e imprese, il voto di martedì ha certificato l’inconsistenza della maggioranza. E’ convinzione del centrodestra che con questo Parlamento sia impossibile lavorare”. Ciò lascia presupporre che l’incontro sia andato bene. Al punto che i tre hanno tenuto a sottolineare la loro “fiducia nella saggezza del Presidente della Repubblica”.

Il ruolo di Berlusconi

Questa linea è stata ribadita da Silvio Berlusconi, che segue gli sviluppi della crisi dalla casa della figlia Marina, in Provenza. “Il governo di Giuseppe Conte è espressione di forze politiche incompatibili con noi e non ha ottenuto risultati soddisfacenti, tanto è vero che lo stesso presidente del Consiglio ha parlato più volte in questi giorni della necessità di una svolta, di un cambio di passo. Credo che questa crisi sia davvero pericolosa e vada risolta molto in fretta.  L’Italia non può permettersi la paralisi”. 

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